Prevenzione: per non abbassare la guardia

Si è conclusa momentaneamente la stagione degli interventi preventivi nelle scuole da parte dell’Oikos e ci si appresta a mettere in campo le nuove azioni promozionali preventive per il prossimo anno scolastico in attesa dei nuovi piani dipartimentali del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell’Area Vasta n. 2 di Ancona.

E’ tempo dunque di bilanci, di numeri, soprattutto, che danno l’idea della capillarità degli incontri che annualmente l’associazione esegue nel territorio, con le persone e con gli studenti.

Ogni volta che si tirano le somme, si rileggono i dati di contesto dentro i quali si opera e si analizzano i cambiamenti e si impostano le nuove strategie di azioni, pur in un regime di limitate risorse economiche.

Cosa ci presenta il contesto di azione nazionale sul problema droga?

Partiamo allora dai risultati dell’ultima indagine CNR con i ragazzi tra i 15 e i 19 anni: “quei 650mila teenager nell’Italia degli stupefacenti” come qualche giornale li ha definiti.  E’ uno studio ESPAD Italia dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa che ha coinvolto 30 mila studenti italiani tra i 15 e i 19 anni.

Quello che salta agli occhi è che seicentocinquantamila studenti delle superiori nell’ultimo anno hanno fumato  cannabis o sniffato cocaina, preso eroina, allucinogeni o stimolanti. Spesso però hanno assunto più sostanze contemporaneamente, come se non ci fosse differenza.

Sappiamo che sempre più italiani quindi consumano abitualmente hashish (la cannabis è divenuta lo stupefacente di elezione per gli europei) e le 4 regioni dove più alta è la diffusione di cannabis sono Molise, Lazio, Sardegna e Marche (32%). Lazio, Sardegna, Campania hanno invece il record per la cannabis sintetica, la così detta Spice (tra le sostanze maggiormente vendute anche online), Molise e la nostra regione, le Marche, vedono i ragazzi preferire stimolanti ed eroina. Altre informazioni ancora più dettagliate ci provengono dalla Relazione europea sulla droga 2016. Nella sua relazione annuale, l’agenzia europea mette in evidenza: “i rischi per la salute dei prodotti di elevata potenza; la continua comparsa di nuove sostanze e il variare dei modelli di consumo di stupefacenti esprimendo altresì preoccupazione per gli aumenti dei decessi per overdose in alcuni paesi e per le minacce poste dai mercati della droga su Internet.”

L’analisi continua indicando la cannabis e gli stimolanti attualmente in ascesa nelle preferenze dei consumatori.

Come sa chi lavora fianco a fianco con il problema, il mercato della droga è inoltre diventato più complesso: oltre alle droghe tradizionali vi sono nuove sostanze e soprattutto si affacciano con forza i farmaci che stanno acquistando anche in Europa maggiore importanza dopo che anche l’America ha iniziato a contrastarne l’uso eccessivo e illegale.

La poliassunzione, inoltre, è ormai la norma tra coloro che hanno problemi di droga.

Se l’eroina si è di nuovo affacciata sul variegato mercato delle sostanze, anche l’MDMA (spesso venduta con il nome di “ecstasy”) è di nuovo lo stimolante illecito scelto dai giovani in Europa.

L’MDMA, avverte la ricerca, sta diventando più popolare sia presso i consumatori abituali di stimolanti che presso una nuova generazione di giovani consumatori”. Vi sono anche segnali che lasciano dedurre che l’MDMA non è più una droga destinata al consumo di nicchia o consumata nelle discoteche, ma è utilizzata da un bacino di giovani più ampio in contesti più tradizionali di vita notturna, come bar e feste.

Sul lato del contrasto si è notato ormai la produzione di cannabis, droghe sintetiche e persino alcuni oppiacei e nuove sostanze psicoattive ora avviene in Europa, vicino ai mercati dei consumatori. Nel complesso quindi, si rinnova la necessità di una strategia comune europea in materia di droga e che la prevenzione abbia sempre più spazio nella destinazione delle risorse.

E la prevenzione come affronta questa situazione così complessa e multiforme?

La strada scelta è quella della prevenzione cosiddetta universale attuata a livello scolastico che anche uno dei compiti istituzionali ed imprescindibili della Sanità Pubblica e dell’Istituzione Scolastica. Nello stesso tempo la prevenzione delle dipendenze patologiche e l’educazione alla salute è una delle funzioni che la legge attribuisce alla Scuola.

L’attività che si porta avanti nelle scuole attraverso gli incontri con le classi che incentiva il dialogo con e tra gli studenti e gli sportelli di ascolto destinati a studenti, docenti e genitori dei ragazzi degli Istituti coinvolti, ha il compito di potenziare i fattori di protezione e ridurre i fattori di rischio.

Non intimorisca il termine di prevenzione universale, con esso si vuole indicare quegli interventi rivolti all’intera popolazione o a sottopopolazioni ampie. Applicato al consumo di alcol e droghe potremmo considerare la mission di questo modello di prevenzione quello di scongiurare il consumo fornendo le informazioni e le abilità sociali e personali necessarie a tutta la collettività.

A fianco della prevenzione universale si lavora anche nell’ambito della prevenzione ambientale che prevede misure preventive che operano a livello delle norme sociali e culturali per modificare il contesto socioculturale in cui noi tutti viviamo ed interagiamo.

Sulla scorta di questo contesto di consumo e di intervento che ho sopra descritto si inserisce il lavoro dell’equipe dell’Oikos che quest’anno ha visto coinvolte 31 scuole (21 Istituti Comprensivi e 10 Istituti Superiori) per 128 classi coinvolte.

Gli studenti che si sono avvalsi dell’intervento preventivo promozionale sono stati 3540 in un’area compresa tra Ancona, Senigallia, Jesi e Cerreto d’Esi.

A questi interventi effettuati con i gruppi classe, si aggiungono circa 300 ore di sportelli di ascolto, sempre all’interno delle scuole, che hanno permesso a oltre 220 persone tra studenti, genitori e docenti, di avvalersi di un ascolto personale e professionale su tematiche legate alla famiglia, al gruppo dei pari, alla sessualità, al bullismo e più in generale a difficoltà personali e relazionali.

Tutto questo impegno e lavoro, profuso grazie anche all’insostituibile collaborazione dei dirigenti scolastici e dei docenti, dimostra l’importanza e la centralità del momento educativo inteso come ben-essere della persona: la diagnosi precoce, il riconoscimento tempestivo dei sintomi di malessere e disagio, l’anticipo dell’accesso ai Servizi rappresentano sicuramente importanti obiettivi preventivi.

Le politiche territoriali purtroppo però hanno sostanzialmente abbandonato la prevenzione, settore fondamentale per il contrasto alle dipendenze, per mancanza di risorse economiche dedicate.

Claudio Cardinali

 

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